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venerdì 10 settembre 2010

La Fondazione

La Fondazione Baruchello è nata nel 1998. È il risultato della donazione (edifici, opere, biblioteca, giardino, bosco, campi, oliveti) che Gianfranco Baruchello, a quaranta anni di attività d’artista, ha posto alla base di un’azione culturale per la ricerca e la sperimentazione della cultura e dell’arte contemporanea. Questa iniziativa ha trasformato una proprietà privata in un bene pubblico, con propria personalità giuridica e oggi riconosciuto tra gli Istituti culturali della Regione Lazio per il patrimonio di libri, archivi e fondi storici che conserva e mette a disposizione dello studio e della ricerca. La Fondazione è nata dall’idea di mettere in comune il suo patrimonio materiale e di esperienza e dal proposito di sperimentare, produrre e costruire idee, ipotesi, punti di vista e progetti attraverso l’arte.
Inserita al centro del Parco di Veio, al crocevia di una trasformazione territoriale e culturale che vede la concomitanza di processi di piccola e media impresa, di pratiche agricole e zootecniche ancora attive, di nuove scoperte archeologiche, di transito continuo dalla periferia alla città, la Fondazione Baruchello mette in dialogo: la specificità territoriale, le azioni attraverso le quali dal 1973 Gianfranco Baruchello ha lentamente trasformato questo luogo, la sperimentazione e produzione artistiche, le attività di conservazione degli archivi e dei fondi storici. Con la Fondazione, questa specificità territoriale (culturale, paesaggistica e ambientale), può continuare a essere fonte inesauribile di stimoli, idee, nuove forme di ricerca e sperimentazione.

sabato 14 agosto 2010

Aprire gli archivi

Il lavoro di archiviazione e catalogazione costituisce parte importante dell’attività permanente della Fondazione. Tuttavia la Biblioteca, gli archivi, i fondi storici costituiscono anche i punti di partenza per iniziative che hanno per obiettivo l’attivazione di forme di partecipazione e coinvolgimento. All’interno della Biblioteca sono stati organizzati incontri con donne che abitano il territorio, con bambini e ragazzi. Tutti gli archivi, in occasione di visite alla Fondazione, sono inoltre attivati attraverso percorsi espositivi che presentano ogni volta documenti, lettere, fotografie scelte in riferimento al tema della visita o al pubblico partecipante.

sabato 17 luglio 2010

Arte e sperimentazione audio-visiva

La Fondazione dedica parte del suo progetto complessivo al cinema sperimentale, specialmente italiano, indagando il linguaggio di ricerca di una disciplina che si è definita proprio nello sconfinamento da ogni linguaggio specifico e nell’interazione linguistica. Questo progetto di ricerca si colloca al lato di corsi, seminari, che Gianfranco Baruchello ha svolto con giovani ricercatori e artisti sull’uso e la tecnica video e cinematografica sperimentale. Mettere al servizio dei giovani una lunga esperienza sull’uso di questi mezzi e i mezzi stessi (moviole, cineprese, telecamere, materiali inediti in pellicola) è quello che si realizza attraverso gruppi di lavoro e laboratori specifici. Sperimentatore sin dal 1963 (Il grado zero del paesaggio) e poi dal 1964 (Verifica incerta), fondatore della Cooperativa Cinema Indipendente, co-autore del primo film collettivo nella storia delle relazioni arte-cinema (Tutto, tutto nello stesso istante, 1968), Baruchello ha posto la ricerca sull’immagine in movimento alla radice della sperimentazione tecnica e linguistica. Osservare la produzione più recente in questo settore è una iniziativa che riveste una grande importanza storica.

giovedì 1 luglio 2010

Centro Internazionale Studi per l’Immagine

Il Centro Internazionale Studi per l’Immagine organizza conferenze, tavole rotonde, convegni, seminari con artisti, filosofi, studiosi di semiotica, storici dell’arte su temi inerenti l’immagine, i processi dell’immaginare, la costruzione di nuovi immaginari. Il progetto è nato in collaborazione con Università italiane e straniere, artisti, teorici di diversa provenienza. Come si conosce e cosa si conosce attraverso l’immagine è il principale oggetto di ricerca. Diversi ambiti disciplinari, oltre all’arte e all’estetica, sono coinvolti (letteratura, musica, psicologia, antropologia, semiotica, scienze naturali, matematica, studi sui media e la comunicazione) in una prospettiva interdisciplinare. Studiare l’immagine e la parola che la descrive o che la affianca è studiare le rappresentazioni culturali di un’epoca, le pratiche discorsive attraverso le quali si costruisce il tessuto connettivo o le relazioni sociali di un contesto. L’immagine si presenta attualmente come campo di grande interesse non soltanto perché la società attuale e la comunicazione in essa presenti si fondano su regimi dell’immagine o del visivo; ma anche perché proprio nei confronti della quantità di immagini oramai presenti si avverte la necessità di un’operazione epistemologica, per capire come si costituiscono saperi e linguaggi attraverso la messa in immagine della realtà e dei suoi significati, cosa e come si guarda, quali componenti entrano in gioco nella formazione dello sguardo individuale e collettivo, cosa l’immagine può attivare, cosa costruisce gli immaginari.

giovedì 10 giugno 2010

I Seminari

I seminari sono alla base dell’attività della Fondazione. Qualsiasi progetto, a breve o più lunga scadenza, è affiancato da seminari e trova in questa forma di partecipazione una modalità di scambio, incontro, condivisione. Si organizzano gruppi di lavoro e di confronto, con l’idea che è attraverso il dialogo che si costruiscono nuove prospettive critiche o creative. La formazione è in prima istanza ricerca e si sviluppa attivando percorsi all’interno dei quali convergono e si confrontano ipotesi, esperienze, attitudini individuali. In particolare, il Seminario di Ricerca e Formazione, dal 2003, è stato pensato per mettere i giovani (artisti, curatori o studiosi d’arte) nella condizione di partecipare alla intera articolazione del lavoro di un artista. Ogni anno la Fondazione ha invitato un artista per concepire e realizzare un progetto intorno a questioni definite. Questa piattaforma di lavoro, aperta a più direzioni e punti di vista, plurale e spesso interdisciplinare, permette l’interazione di saperi e discipline, il confronto dei contributi. I seminari, in questo senso, non sono soltanto una possibilità di “formazione”, in un’accezione tradizionale (lezioni frontali) ma una situazione formativa in cui trasversalmente e attraverso una ampia partecipazione si privilegiano il confronto, la discussione, l’intervento attivo dei partecipanti, accanto all’artista, ogni volta invitato.

sabato 29 maggio 2010

Residenze d'artista

Il progetto Residenze d’artista, nato nel 2009, si inscrive all’interno di una più ampia azione tesa a valorizzare, ridisegnare e ridefinire il paesaggio e l’ambiente, naturali, sociali e culturali, a partire da interventi di artisti realizzati negli o per gli spazi esterni della Fondazione. Gli artisti, in residenza presso la Fondazione, sono invitati a realizzare progetti che si interroghino o riflettano sull’uso della terra, in tutti i modi possibili. Oltreché agli artisti il progetto si indirizza anche a architetti, paesaggisti, giardinieri e a chiunque ponga come prioritaria la ricerca sull’ambiente e per l’ambiente. È un progetto della Fondazione Baruchello, nato con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della BIIS – Banca Infrastrutture, Innovazione e Sviluppo, dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione dei Popoli della Regione Lazio.

domenica 23 maggio 2010

Arte e Ambiente

Il rapporto tra arte e ambiente, tra arte e paesaggio è al centro di molti progetti della Fondazione Baruchello.
Più aspetti rientrano all’interno di questa relazione: la storia del luogo dove la Fondazione ha sede, gli interventi realizzati da Baruchello negli spazi esterni prima che divenisse la Fondazione, le caratteristiche del territorio complessivo in cui anche la Fondazione si trova. Tali aspetti definiscono una idea di paesaggio come contesto culturale, in cui natura e cultura si incontrano, interagiscono, si trasformano. Il Parco di Veio (con la storia dell’antica Etruria e dunque la complessa stratificazione di archeologia, storia, memoria), gli interventi realizzati da Gianfranco Baruchello dal 1973 al 1997 nei luoghi dove poi è nata la Fondazione (Agricola Cornelia, il giardino, il bosco), la campagna romana (contesto caratterizzato ancora da pratiche agricole, di allevamento, di messa a coltura), le più recenti trasformazioni di questo territorio (immigrazione, lavoro, espansione edilizia, piccola e media industria), il decentramento della zona tra Prima Porta e Formello rispetto al centro di Roma, diventano elementi di indagine, premesse culturali di molti progetti artistici realizzati presso la Fondazione Baruchello. Tali caratteri restano come tracce inscritte nel luogo (resti della bonifica e riapertura della strada etrusca Veio-Sacrofano, piante secolari curate nel tempo, i progetti di Gianfranco Baruchello che hanno ridefinito questo paesaggio nelle forme di orti, pascoli e giardini dal 1973) e nello stesso tempo sono premesse o elementi alla base di progetti nuovi, nati all’interno dell’azione culturale che la Fondazione svolge per la valorizzazione e la conservazione della memoria del territorio, la continua interazione del passato con il presente attraverso la sperimentazione artistica.
Da sempre le attività umane interrogano e modificano il paesaggio. L’ambiente tuttavia reclama oggi altre forme di intervento e la sollecitazione di nuove prospettive. Se le azioni di trasformazione che si sono realizzate nell’ambiente hanno portato, storicamente, a problemi che oggi richiamano con urgenza analisi e nuovi orientamenti delle forme di vita, l’arte può contribuire per mettere la creatività e l’invenzione alla base di ricerche per costruire differenti e più consapevoli immaginari che sappiano ripensare le relazioni con l’ambiente e il territorio.